Ciao!
dai dai che almeno due post di fila li riesco a pubblicare. Ecco altri 4 libri letti a gennaio. QUI le prime letture dell'anno
La panne. Una storia ancora possibile di Friedrich Dürrenmatt
Signore e signori abbiamo il primo 5 stelle dell'anno! Lo scorso anno mi sono appassionata ai "libri shottini", ossia quei racconti brevi ma perfetti. La panne rientra perfettamente in questa categoria: in sole 87 pagine viene raccontata una vicenda da suo inizio fino al suo culmine. Lo spunto di trama è quello di un rappresentante che con l'auto in panne è costretto a trascorre la serata ospite di un ex giudice, di un ex
pubblico ministero, di un ex avvocato e di un ex boia...in pratica un tribunale informale. In poche pagine Dürrenmatt riflette sulla giustizia "naturale" in contrapposizione alla giustizia "burocratica".
Mi sa che recupererò altro di lui.
Uno dei saggi meglio fatti che mi è capitato di leggere; nella mia personale classifica è al livello de "La sesta estinzione" di Elizabeth Kolbert, premio Pulizer per la saggistica nel 2025.
Interessante, informativo, inquietante a pensare cosa sono in grado di fare e di far fare questi organismi viventi. La lettura mi ha occupato molto tempo perché le informazioni, ancorché, di non difficile comprensione erano abbastanza nuove per me: la mia conoscenza era limitata al fatto che i funghi fanno parte di un regno a parte, i licheni sono la simbiosi tra alghe e funghi e che i pejote sono funghi allucinogeni. I funghi sono molto di più: reti interconnesse, vie di trasporto di nutrimenti, rete di allarme, soggetti manipolatori e che si innescano nel cervello delle formiche...e se lo fanno con le formiche chissà che possono combinare.
Un romanzo sulla Prima Guerra Mondiale e sui Futuristi raccontato su due piani temporali e narrativi che si intrecciano.
Il titolo si rifà chiaramente alla poesia di Ungaretti:
Soldati
"Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie"
Ma la guerra al fronte non è la guerra eroica, pulita che teorizzano a cui aspiravano i Futuristi, ma è quella dove "i soldati in trincea cadevano a terra falcidiati, a mucchi, a mazzi, come sugli alberi le foglie quando arriva l'autunno. In piena primavera".
Il filo narrativo delle vicende belliche e della vita sul fronte è tenuto dalla figura di Antonio Sant'Elia, architetto comasco che è entrato nella corrente del Futurismo per la sua idea di città, ma di cui non asseconda le posizioni interventiste. Le vicende di Sant'Elia si intreccia con i futuristi milanesi: Marinetti, Boccioni, Balla, Russolo.
Questo intreccio, sul finire del libro, si fa più confusionario e diventa tutto un po' troppo. Se si ha letto "Un anno sull'altopiano" di Lussu (che fa pure un cameo), oppure "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di E. Remarque e se si ha visitato qualche museo che ospita opere futuristiche alla fine non si scopre nulla, anzi ho avuto quella sensazione, per me fastidiosa, di non capire il confine tra finzione letterarie e biografia/anedottistica.
In generale, è una buona lettura con una penna non banale che sperimenta registri diversi come quando imita la scrittura sincopata e onomatopeica dei Futuristi.
Kramer contro Kramer di Avery Corman
Edizione recuperata nel punto bookcrossing vicino casa. Kramer contro Kramer sapevo che fosse un film pluripremiato, ma come spesso succede la storia è tratta da un libro uscito nel 1977.
Il matrimonio di una coppia giunge al termine con Joanna che, stretta nel ruolo di moglie e madre, non sopporta più la vita coniugale e scappa lasciando il figlio alla custodia del padre Ted che "si considerava un simpatizzante femminista. Si sforzava di "fare la sua parte" [..]La gestione della casa però spettava a lei. Lui la aiutava con Billy; gli faceva il bagno, lo portava fuori qualche ora durante il weekend. Però era Joanna la responsabile: era lei che doveva provvedere ai suoi vestiti, alla sua dieta […]. Lui era il papà, ma la mamma era lei. Lui desiderava aiutarla. Gli sembrava giusto aiutarla. Era quello che faceva: aiutava, e basta. Fondamentalmente, Billy rimaneva un problema di Joanna."
Da qui inizia la parte che più mi è interessata ossia la maturazione di Ted in un padre presente e responsabile. Leggendo questo romanzo ho capito, o meglio ho avuto la conferma, che come lettrice non apprezzo le relazioni tra adulti (spesso appartenenti al ceto medio) se non inserite in una trama di più ampio respiro.
Gennaio si conclude con ben 8 libri letti: ho ricominciato la vita da pendolare e, forse, sono riuscita a limitare il tempo sprecato a scrollare i social.
Il bilancio è positivo: un paio di letture da 5 stelle, ma soprattutto nessuna delusione.
Chiaramente, in barba ai buoni propositi di rivolgermi alla biblioteca sono entrati 3 volumi: due di seconda mano e uno recuperato al solito bookcrossing vicino casa.
Il Libraccio ha rifornito la mia libreria di Nuoto libero di Julie Otsuka di cui avevo apprezzato "Venivamo tutte per mare" e Le spietate di Claudia Cravens perché ad un western al femminile non si dice di no; infine, ho recuperato Louisiana di Maurice Denuzière perché ho un ricordo di averlo letto o, almeno, di averlo visto nella libreria dei miei genitori e l'ho voluto avere.
Alle prossime quattro letture che, credo si farà attendere che sto leggendo libri corposi e la vita da adulta mi sta "tirando la giacchetta".
Adesso dovrei fare la cosiddetta "call to action" ossia coinvolgere il lettore di questo post ad interagire ma dato che a leggere questo blog siamo in due evito di chiedere come sono andate le tue, sì tu che passi di qua, di letture 😜
Alla prossima!
elisa