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17 gennaio 2016

LXIII Tappa - Newport

Ciao a tutti!

oggi vi porto con me alla scoperta di uno dei gioiellini del New England:
Newport 
nel Rhode Island.

Dopo l'abbuffata di suoni e grattacieli di New York
l'atmosfera rilassata e chic di Newport, 
almeno per me, 
ha rappresentato una boccata d'ossigeno.

Nel corso del XIX secolo le ricche famiglie borghesi di NY scelsero Newport come località di villeggiatura estiva facendo costruire le loro sontuose ville lungo la Bellevue Avenue.




La maggior parte di queste lussuose mansion sono state trasformate in musei a trasmettere le atmosfere dei "Roaring Twenties" che sicuramente permeavano la tranquilla Newport durante la stagione mondana.

Alcune ville si nascondono dietro ad alti alberi dipinti con i colori dell'autunno,
altre sono chiuse per la stagione non più turistica, 
alla stregua dei loro proprietari che durante l'autunno ritornavano nelle loro case newyorkesi.

Forse la più famosa di queste ville è conosciuta con il nome di:
The Elms





La visita permette di conoscere anche i segreti del funzionamento dello spettacolo quotidiano che veniva messo in atto ogni giorno da parte dei padroni di casa a favore dei loro ospiti che dovevano essere serviti, riveriti ed impressionati.
Sembra quasi di cogliere la fugace ombra della cameriera che si affretta a sistemare le camere o a riempire i bicchieri per poi rifugiarsi per un momento di sosta nella sua piccola stanza in soffitta.

L'impressione che si ha è di opulenza e ostentazione 
in cui tutto doveva essere esagerato; 
avete presente le atmosfere del Grande Gatsby?


Molto piacevole,
oltre la visita ad una o più ville,
è la sinuosa strada che dal Rough Point,
 al termine della Bellevue Avenue,
 porta al Brenton Point State Park 
ricca di suggestivi scorci sull'oceano.








Se dico che è la parte di Newport che mi è piaciuta di più si capisce che alla fine quello che mi colpisce e mi emoziona è la natura in tutte le sue sfaccettature.



Verso nuove avventure


Alla prossima!
elipisto

24 novembre 2015

LXI tappa - Lungo la Kancamagus Highway


Ciao a tutti!!

Oggi vorrei portarmi con me nel cuore del foliage del New England:


ossia la strada che da North Conway porta a Lincon attraversando 
la White Mountain National Forest.

La scelta di viaggiare ad Ottobre è stata anche dettata dalla possibilità di vedere l'esplosione dei colori autunnali che ammantano e avvolgono i dolci rilievi delle alture di questa parte degli Stati Uniti.

Ma le stagioni, si sa, fanno un po' quello che vogliono loro e, 
prima della partenza, 
un po' di timore di non "centrare" il culmine del foliage c'era, 
insieme alla cinica consapevolezza che per vedere l'autunno fosse sufficiente uscire sul balcone e osservare le piante al di là della strada.

Invece la fortuna sorride agli audaci et voilà 34 miglia e mezza in mezzo ai gialli, rossi, arancioni di aceri, betulle e altri alberi senza nome lungo questa strada dal nome un po' impronunciabile.
Ogni curva riserva uno scorcio nuovo e una nuova composizione della tavolozza di colori e di  sfumature che si fondono a creare sempre nuove scenografie.

Lungo la strada sono presenti delle aree sosta nei punti panoramici,
esiste la possibilità di compiere numerose passeggiate da quelle di una quindicina di minuti a quelle di più giorni e
la macchina fotografica non si spegne mai!

Le tante foto scattate non riescono cogliere appieno l'atmosfera del posto e, alla lunga, risultano essere un po' ripetitive: 
foglie gialle, foglie rosse,
ma questa sfumatura di rossoaranciomarrone non l'ho ancora immortalata,
 toh un pino e c'è pure un fiumiciattolo.

Ho provato ad creare una piccola presentazione per raccogliere le foto e provare a simulare il fluire del panorama davanti agli occhi.




Alla prossima!
elipisto

17 novembre 2015

LX tappa - Statua della Libertà & Ellis Island

Ciao a tutti!

Da quanto tempo povero blog negletto!
Adesso che lo studio è terminato (Alleluja alleluja!) 
è ora di rimettersi in carreggiata.

Niente di meglio di un post sulle ferie.

Oggi vi porto con me nella Grande Mela e, in particolare, sulla prima cosa che gli immigrati vedevano quando giungevano a tentar la fortuna sul suolo americano:


donata dai Francesi agli Americani quale simbolo di amicizia tra le due Nazioni  inaugurata nel 1886, 
da allora è il simbolo per eccellenza della democrazia e della libertà.

Si prende un comodo traghetto che da Battery Park, proprio sulla punta estrema di Lower Manhattan, porta prima alla Liberty Island e successivamente collega Ellis Island sede dell'Immigration Museam.
Battery Park & Lower Manhattan

Appena il battello si stacca dal molo tutti tentano di accappararsi un posticino vicino alle balaustre per scattare le classiche foto cartoline dello skyline newyorkese.
Potevo esimermi dal seguire la massa?
No.
Classico skyline neworkese

Si è tutti concentrati a guardarsi alle spalle Manhattan che si allontana che, quasi,
 non ci si rende conto che davanti a noi si staglia imponente lei.
Statua della Libertà

E' veramente grande!

Ovviamente tutti si dimenticano di New York per provare ad immortalare il profilo migliore dell'altera e fiera statua.
Potevo fare la turista alternativa?
Perché mai avrei dovuto.

La visita consiste nel compiere il periplo di Liberty Island dato che i biglietti per la salita al piedistallo e alla corona devono essere prenotati in anticipo e sono in numero limitato,


fare le foto avendo New York come sfondo,

Ho barato, questa foto è scattata dal traghetto.


fare le foto insieme alla Statua della Libertà,


fare le foto a chi fa le foto.



Si riprende il traghetto e in brevissimo tempo si giunge a Ellis Island che, dal 1892 al 1954, fu l'incubo degli immigrati appena giunti che venivano rapidamente esaminati da ufficiali che, in pochi secondi, decidevano se l'immigrato avesse i requisiti per poter approdare sul suolo americano o dovesse abbandonare ogni speranza e tornare indietro.
Il tutto è raccontato da un interessante museo 
l'Ellis Island Immigration Museum
che racconta i diversi "gradi del giudizio" cui gli immigrati dovevano passare.
Ingresso del museo



Registry Room
Esperienza emozionante e istruttiva.

La destinazione è turisticissimissima, ma il sistema di traghetti è ben collaudato e adatto a gestire grossi flussi di turisti, però se si riesce ad evitare il picco dell'afflusso della domenica la visita ne trae giovamento.



Alla prossima!
elipisto

01 dicembre 2012

XV tappa - Colorado Plateau on the road


Ciao a tutti!

sistemando i block notes che mi accompagnano durante i viaggi mi sono imbattuta in quello dell'anno scorso scritto sul volo di rientro da Las Vegas. 

L'ho già condiviso altrove ma lo voglio riproporre anche qui.

Snow Valley


"Dopo un viaggio di 20 e più giorni è normale che chi mi incontra mi chieda: "Come è andata? Ti è piaciuto? Che cosa hai visto?" ma come faccio a raccontare un viaggio pieno di caleidoscopiche emozioni, stupori, avventure, gioie, sensazioni che si sovrappongono e si sovrastano 

e che fanno fatica a sedimentarsi nella mia anima. 


Il viaggio è stato caratterizzato dalle rocce, dall'acqua e dalla sua mancanza e, ovviamente in un viaggio on the road, dalla strada.

Io e la mia amica abbiamo fatto un viaggio alla ricerca delle rocce dalle forme più strane, dai colori più sgargianti ma che raccontano buona parte della storia del nostro pianeta e, ogni sera, si innalzava il ringraziamento alla Natura per le meraviglie che avevamo avuto la fortuna di ammirare. 

Rocce che hanno fatto da fondale ad una serie infinita di tramonti da togliere il fiato: quello esplosivo dal bordo del Grand Canyon, 

Una lama di luce illumina il Grand Canyon al tramonto
quello con il cielo con le nuvole che si coloravano di rosa e viola passando per il rosso più intenso, 


 quello di corsa, quello dalla macchina, 
quello dal campeggio, quello contro sole, 
quello (anzi quelli) in mezzo al nulla, 
quello così così perché eravamo abituate troppo bene

...ma anche rocce su cui si è specchiata l'alba: quella memorabile alla Monument Valley goduta direttamente dall'oblò della tenda, 
quelle che hanno accompagnato le nostre colazioni, 
le poche godute al caldo di un piumone di una stanza di un motel,
 le tante che ci hanno dato la sveglia in tenda.
Good morning Monument Valley




Lower Antilope Canyon
Lower Antilope Canyon
Le rocce sono state una compagnia costante insieme al paesaggio desertico sempre vario e mai uguale a se stesso dove l'acqua con la sua forza distruttrice e modellatrice ha scavato profondi canyon - alcuni immensi e maestosi altri stretti e tortuosi - ma, tutti ugualmente affascinanti. 
Zion National Park


Acqua che quando c'è in misura costante consente alle piante di crescere rappresentando un'oasi in mezzo all'arsura del deserto, dove sembra tutto più facile, più rilassante; acqua, che, ancora una volta, è una risorsa preziosa ma che può essere devastante con la sua forza durante i violenti temporali; 


Virgin River - Zion Ntl Park
fiumi dentro cui abbiamo camminato per alcuni tratti da sole, circondate dallo sciabordio della corrente e da alte pareti che ci sovrastavano sempre più strette, talvolta minacciose a ricordarci che la nostra presenza era a malapena tollerata, 
acqua che goccia dopo goccia modella, erode modifica un paesaggio solo apparentemente uguale a se stesso nel corso dei secoli ma che è in continua evoluzione.

Siamo state quasi ovunque...
Per andare a trovare tutte le rocce che abbiamo visto abbiamo percorso 4200 Km attraverso 4 Stati + 1= Nevada, Arizona, Colorado, Utah e New Mexico (ma solo perché ci siamo fermate al four corners) percorrendo strade dove per miglia e miglia non c'è una curva, 
strade che per farle passare hanno tagliato un pezzo di montagna, 
strade asfaltate, 
strade sterrate, 
Somewhere...
strade interstatali e quelle "locali" dove le macchine si possono contare sulle dita di una mano, 
strade verso parchi nazionali famosissimi e strade verso parchi statali molto meno turistici, 
strade che portano dal deserto alla montagna per poi tornare alla sabbia, 
ma tutte strade che percorrevano paesaggi infiniti dove il cielo si confondeva con la terra in un orizzonte lontano.

Ecco questo è stato il mio viaggio! E' vero, i paesaggi e le rocce che ho visto hanno il nome di Grand Canyon, Monument Valley, Canyon de Chelly, Mesa Verde, Arches, Canyolands, Vermillion Cliffs, Bryce Canyon, Pink Coral Sand Dunes, Kodachrome Basin, WhiteHouse, Toodstood, WirePass, Coyote Buttes South, Zion con Angel's Landing e The Narrows, Valley of fire, Snow valley, Antelope Canyon, Capitol Reef, Grand Staircase- Escalante e, sicuramente, manca qualche luogo all'elenco...ma, i nomi non trasmettono le emozioni che il loro ricordo scatenano in me, per cui, non stupitevi se quando mi chiedete: "Allora, racconta un po' del viaggio", mi si illuminino gli occhi e con aria sognante risponda:"bello, bellissimo, fantastico, meraviglioso...!"

Volevo lasciarvi con alcune foto dei posti meno conosciuti e meno frequentati che di quelli famosi è pieno il web!


Goblin Valley

Little Colorado

Canyon de Chelly
Mesa Verde

Sopra e sotto il comodino - Letture primaverili...ma non troppo

Marzo è arrivato e la primavera bussa alle porte con le gemme che spuntano sui rami, i fiori che ingentiliscono i prati e gli alberi, le ...