Estate 1973 - Una giovane coppia raggiunge Capo Nord in viaggio di nozze. Viaggio che sarà raccontato, negli anni successivi, alla figlia nata l'anno successivo.
ATTO PRIMO - 28 giugno 2024 - Mattino - Interno di un bungalow in un campeggio ad Alta
Si sente qualcuno sbadigliare
- Buongiorno, sei sveglio
- Sì. Che ore sono?
- Le 6.
- Dalla luce sembra che sia mezzogiorno.
- Le previsioni per oggi danno bello, domani dovrebbe essere più variabile.
- Allora facciamo la tirata fino a CapoNord
- SIIIIII
ATTO SECONDO - Stesso giorno - Esterno lungo la E69 -Scampoli di discorso
- Certo che la strada è proprio bella.
- Ci fermiamo a fare la foto?
- Attento alla renna che attraversa la strada
- Siamo arrivati. Dai non c'è neanche troppa coda.
- Sìììì!!! Siamo arrivati
- Vestiti che fa freddo
Ebbene sì, dopo tanti anni ho realizzato un sogno. Un sogno nato ancor prima che venissi al monto in quanto i miei genitori, nel lontano 1973 si spinsero nell’estremo Nord in viaggio di nozze.
Cinquantun anni dopo è stata la mia volta. Sicuramente, nel 2024, è più facile organizzare e partire per andare in Norvegia e i social hanno tolto un po’ di aura di “impresa” al raggiungimento del Nordkapp; potrei dire di aver visto e toccato - solo con la punta delle dita - il Mare di Barents che suona più selvaggio.
Siamo sinceri Capo Nord, in realtà, è un enorme piazzale sassoso su una scogliera, ma oltre non c’è nulla, il continente europeo è finito. Affacciarsi alla balaustra che delimita la scogliera è a suo modo emozionante, non so se per il raggiungimento di un sogno o per l’idea di essere arrivata ai confini del mondo. Io mi sono emozionata e ho voltato le spalle al Nord con filo di malinconia.
Guardando verso Nord |
Arrivare a Nordkapp non è nulla di complicato: basta seguire la bella e scenografica E69, fare attenzione alle renne e ai ciclisti, pagare il biglietto di ingresso (attenzione che c'è quello per il parcheggio e quello per il museo/visitor centre) però, ehi oltre non si può andare, oltre ci sono solo le Svalbard (altro sogno nel cassetto), qualche isola russa e poi il Polo Nord.
Se è vero che Capo Nord è un piazzale sassoso affollato di camper, bus turistici, persone urlanti la strada che da Alta punta su a Nord attraversa paesaggi spettacolari: scorci sul mare, scogliere, radure brulle. Mano a mano che si va verso Nord l'ambiente si fa sempre più brullo e inospitale, qua vivono i Sami e qualche villaggio di pescatori. Non oso pensare come possa essere vivere (o sopravvivere) quassù in inverno con il freddo, le tempeste e il buio.
Le mie parole sono insufficiente, così come le foto, ad esprimere la meraviglia e la gioia di raggiungere Nordkapp in una giornata di sole in cui il verde dell'erba si staglia nell'azzurro del cielo e il confine tra il blu del mare è netto all'orizzonte.
