Sopra e sotto il comodino - Gennaio e Febbraio 2018

Ciao a tutti!
Con il blog ritorna anche il diario di una lettrice (quasi) per bene sotto una nuova forma.
Sono sommersa dai libri e non so dove metterli, ovviamente vorrei leggerli tutti, possibilmente in tempi rapidi, per cui li metto sul comodino e anche sotto per evitare crolli improvvisi nel cuore della notte, da qui il nuovo nome della "rubrica sui libri" (quasi come se si trattasse di un blog serio....)

Piccola doverosa premessa valida per tutti i post in cui parlo di libri: io provo a raccontare le impressioni che mi ha lasciato la lettura senza alcuna pretesa di fare una recensione che non ho le competenze necessarie per farlo.

Il primo libro terminato è "Mirtilli a colazione" di Meg Mitchell Moore, non una grande lettura, ma non mi aspettavo molto anche perché la copertina (sì, lo so che non si giudica un libro dalla copertina, ma tant'è) non mi faceva certo propendere per una lettura densa e pregna di significati filosofici metafisici. Il punto di partenza è interessante: una reunion familiare dei tre figli dei Genny e William che, per diversi motivi, si ritrovano sotto il tetto della casa natale portati là a causa di diversi accadimenti in cui si ritrovano, in età adulta, ad avere bisogno della mamma e del papà, purtroppo lo svolgimento appiattisce il tutto: troppi stereotipi, personaggi un po' piatti e finale affrettato e prevedibile, inoltre, il momento alla "Uccelli di Rovo" (intuibile dal primo momento in cui è comparso il prelato giovane e affascinante) me lo sarei evitato. 

Il filo conduttore delle letture di quest'anno sarà: "smaltiamo la scorta di libri non letti".

Riordinando la libreria per trovare dei libri da regalare alla biblioteca mi sono imbattuta nel libro di Walter Bonatti "In terre lontane" che colpevolmente stazionava tra i libri letti invece che nello scaffale strapieno di quelli da leggere. 
Il grande alpinista, uomo sicuramente fisicamente e psicologicamente forte, conclusa l'avventura alpinistica si dedica all'esplorazione dei mondi ancora poco frequentati dai turisti. In questo libro sono raccontate le sue avventure con un misto di ammirazione dell'uomo primitivo che vive in simbiosi con l'ambiente che lo circonda e lo spingersi oltre fino a testare i propri limiti; il dubbio che mi è sorto è: si tratta solo di andare oltre i propri limiti oppure di irragionevole sfoggio del proprio valore? In ogni caso si tratta di una lettura scorrevole senza impegno. 


"Pelle di leopardo" è stato il fedele compagno di viaggio di due settimane in Vietnam. L'acuta penna di Tiziano Terziani racconta il periodo in cui il Vietnam era diviso in due e lacerato da una guerra civile in cui le città erano in mano ai sudvietnamiti e i cosiddetti vietcong erano sparsi a macchia di leopardo tra le campagne.
La seconda parte racconta la liberazione di Saigon e di come gli ideali della rivoluzione fossero appetibili e condivisibili. Purtroppo, le rivoluzioni si scontrano con la realtà e la necessità di consenso e gli ideali perdono il loro fascino astratto. 
Man mano che scoprivo il paese asiatico anche i nomi citati acquisivano una connotazione più reale e forte è il contrasto tra il Vietnam di 40 anni fa e quello attuale.

In concomitanza con la Giornata della Memoria mi piace sempre leggere un libro sulla II Guerra Mondiale dato che, personalmente, do un'interpretazione estensiva del concetto di memoria.
Ho scelto, sempre attingendo alla scorta dei libri dimenticati, "I nostri occhi sporchi di terra" di Dario Buzzolan perché prometteva di raccontare la parte "sporca" della Resistenza in cui la faida personale si nasconde dietro gli ideali di democrazia e libertà.
In realtà si tratta di una storia raccontata ai giorni nostri con qualche flashback agli Anni '40 il cui fulcro è il rapporto tra un padre che ha vissuto la guerra e la figlia e l'amante. 
Aspettative assolutamente disattese.


Infrangendo i buoni propositi di non comprare nessun libro, sono entrata in libreria e questa nuova uscita è venuta a casa con me curiosa di conoscere quelle che Eco definisce le: 
"caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’‘Ur-Fascismo’, o il ‘fascismo eterno’. L’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili".  
A leggere attentamente e a guardarsi intorno c'è da avere paura perché le caratteristiche sono presenti nella società contemporanea e vengono ampiamente sottovalutate.


Ho letto il primo volume della saga dei Cazalet, tanto apprezzata da molti, sul finire dello scorso anno e, nonostante non ne fossi particolarmente convinta, mi sono decisa di continuare nella lettura (complice l'ebook in offerta), però mi sono annoiata molto, ancora più che nel primo volume: la storia è diluita, dilatata senza che succeda nulla di eclatante nonostante il mondo attorno venga stravolto dai primi anni del secondo conflitto mondiale; sembra che l'evoluzione dei personaggi sia avvenuta nell'intervallo non raccontato tra i due volume. Per me è stato "tempo dell'attesa" che arrivasse l'ultima pagina.

Quali sono state le vostre letture? Avete letto qualcuno di questi libri?

Alla prossima!

elipisto





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