Sopra e sotto il comodino: Il sussurro del mondo

Ciao a tutti!
per il mio compleanno ho ricevuto una montagna di libri tra cui uno dei titoli del momento: 
Il sussurro del mondo di Richard Powers, 
edito da La Nave di Teseo,
vincitore del premio Pulitzer per la narrativa del 2019.

Io, normalmente, mi tengo alla larga dai libri più chiacchierati e pure da quelli premiati che, spesso, non incontrano il mio gusto.

Però c'è qualcosa in questo volume che ha attirato fin da subito, indipendentemente dalla sua fama;
sarà che è il titolo giusto al momento giusto, 
sarà che è un periodo che sto leggendo di clima e ambiente. 

Fortunatamente, le aspettative non sono state deluse e, al termine della lettura, avevo voglia di uscire ed abbracciare tutti gli alberi che incontravo sul mio passaggio per ringraziarli per quello che fanno e scusarmi per la stupidità umana.

Il romanzo non ha una struttura classica bensì riprende la suddivisione degli alberi in radici - tronco - chioma - semi.

Le radici sono i racconti che ci fanno conoscere i nove coprotagonisti le cui storie si intrecciano, si incontrano e crescono nelle altre parti del romanzo, tutte accomunate dalla fascinazione che gli alberi - a diverso titolo - esercitano su di loro. 
Ma c'è un decimo protagonista che sovrasta tutti: l'albero, o meglio gli alberi che hanno una propria "coscienza" e che sopravviveranno a qualsiasi porcata che il genere umano sta facendo per usare ed uccidere l'ambiente.

E' un libro che consiglio a tutti? 
Pur essendo molto bello, secondo me, ha bisogno di un lettore abituato a leggere di storie non lineari che si perdono per poi ritrovarsi. Poi, basta affidarsi alla penna di Powers che è in grado di condurre per mano il lettore dalle radici fino all'ultima tremolante fogliolina.

E' un libro che scuote le coscienze, che commuove e che fa profondamente arrabbiare.
Se al termine della lettura non vi viene voglia di proteggere e tutelare il verde che ci circonda siete delle brutte persone, lasciatemelo dire. 

Come ho scritto in un post precedente ci sono delle letture che evocano dei luoghi e viceversa. In questo caso La lettura mi ha fatto venire in mente la foresta nebulosa di Monteverde in Costarica che ho avuto la fortuna di visitare un paio di anni fa. 

Il microclima che si genera dall'incontro delle correnti atlantiche e quelle pacifiche crea una condizione unica molto umida che permette la sopravvivenza di specie endemiche e di una biodiversità difficilmente ritrovabile altrove. 
Una parte della riserva è dedicata al turismo con la possibilità di percorrere delle passerelle aeree che attraversano la canopia oppure di attaccarsi con un imbrago ad un cavo di acciaio e "sfrecciare" nella foresta. 
Che il turismo, se gestito in modo intelligente, potesse essere una difesa dell'ambiente non mi era ancora venuto in mente, anche se si tratta sempre di utilizzare la Natura per fini economici.










Alla prossima!
elipisto

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